I piccioni e le fave

August 14th, 2007

E’ spuntato cosi’. Da dietro un cespuglio. All’improvviso. E a vedercelo davanti, davvero non ci potevamo credere. Non potevamo credere che fosse proprio lui, Cosimo. E che proprio lui,il vero protagonista di questa estate italiana, volesse marciare insieme a noi. E invece: “Si’ sono Cosimo”, ci ha detto senza preamboli. E poi ha aggiunto: “In verita’, in verita’ vi dico che saro’ io a guidarvi in questo cammino”.

Inutili le nostre proteste: “Questa e’ una marcia di protesta per i giovani. E lei tanto giovane non e’, onorevole. Lei ha gia’ cinquant’anni”. Perche’ Cosimo e’ stato categorico: “Protestate contro un paese ingeneroso -ci ha detto pensoso- e io ne so qualcosa”. Ma soprattutto, ci ha annunciato, “in verita’, in verita’ vi dico che ho una verita’ da rivelarvi. E devo compiere questa missione. Seguitemi”.

Diavolo di un Cosimo. Certo, a vederlo vestito cosi’, con questa toga bianca, quasi non lo si riconosce. Ma anche riconoscendolo, non lo diresti. Non lo diresti mai che una sera si e’ infilato in un hotel con due troioni. E con un carico di coca da far invidia a uno spacciatore colombiano. Perche’ ha l’aria del ragioniere buono, Cosimo. E l’occhio lucido. Che racconta di un’anima sensibile. “E’ stato un complotto”, ci dice subito, quasi leggendoci nel pensiero. E noi: “Ma di chi onorevole?”. Cosimo sospira: “Forze oscure si agitano in questo paese”. E noi di nuovo: “I servizi deviati? L’antipolitica?”. No, ci risponde lui. E poi alzando gli occhi al cielo: “E’ stato l’anti, ma l’anticristo”.

Coincidenze del destino. In effetti tutta questa storia non ci era mai tornata. Ma per altri motivi. Da tempo i nostri sonni erano turbati. Possibile- ci chiedevamo pensando proprio ai vari Corona e alle veline che fanno le squillo e alle squillo che vogliono fare le veline- che i giovani, nel Belpaese, per arrivare in alto debbano cadere cosi’ in basso? E che paese e’ quello che premia con la popolarita’ -e i soldi che questa si porta dietro- i piu’ demeritevoli?

Stavamo per dirglielo. Per sfogarci. Quando Cosimo ci ha di nuovo preceduti: “In verita’, in verita’ vi dico che sono qui per fugare i vostri dubbi”. E ci ha di nuovo fatto segno di seguirlo. Fino in cima a un monte. Un’ascesa difficile. Sotto un cielo di nuvole. E spazzato dal vento. All’arrivo, tra le case in sasso di Brugnello, in quell’ultimo tratto di Val Trebbia, tra Piacenza e Genova, Cosimo ci ha fatto segno di tacere, anche se noi con il fiatone non parlavamo da mezz’ora.

Era ispiratissimo. E con l’occhio sbarrato ha attaccato: “Io ero li’ per salvarla”. Chi? “La mora, puttana eva”. Cosimo, non ti arrabbiare. E’ che non capiamo. “Io ho sempre lottato per la famiglia. Mi hanno eletto con l’Udc, eccheccazzo. Ed ero li’ per convertire questa Maddalena, quando ho voluto strafare”. Beh, eravate tutti un po’ strafatti. Colpa della coca, no? “No, ho strafatto quando ho voluto cercare di salvare anche l’altra”. Il troione biondo? “Blasfemi. La povera pecorella smarrita russa aveva bisogno di aiuto. E io non mi sono tirato indietro. Ma il maligno che e’ forte, e’ stato piu’ forte di me. Percio’ ora sono qui. Per dirvi di resistere al fascino del male”.

Rapiti lo ascoltavamo. E Cosimo: “in verita’, in verita’ vi dico che il successo di prezzemoline e papponi e’ vano. Effimero. Ed e’ piu’ facile che la velina entri nel letto dell’operaio, piuttosto che essi, prezzemoline e papponi, entrino nel regno dei cieli”. Insomma, visto l’andazzo- con gavette infinite e meccanismi di selezione al contrario- ci conviene puntare direttamente all’altra vita per fare carriera? “In verita’, in verita’ vi dico che non dovete avere fretta. La mia parabola di una notte di mezz’estate vi insegna che e’ giusto cercare di prendere due piccioni con una fava. Ma due fave con un solo piccione, no. Quello e’ troppo”.

Corsie preferenziali

August 12th, 2007

Nonostante la calura estiva, il governo continua a marciare. E pure noi. Che oggi, da Bobbio (piccolo comune in provincia di Piacenza) abbiamo ripreso il nostro cammino verso Genova.

Gli instacabili ministri del governo Prodi, invece, devono proprio aver preso esempio dall’amore per lo sport del Professore. Perche’, come instancabili maratoneti non si fermano mai. E, sotto il sol leone, lavorano alacramente a un piano per i giovani e i disoccupati. La notizia ci arriva dalle colonne de La Stampa di ieri. E ci riempie di speranza. Perche’ non siamo disoccupati, ma giovani e precari, si’. E perche’, per una volta tanto, il governo italiano ha lavorato in silenzio. A testa bassa. E facendo precedere i fatti alle parole.

Possibile? Possibile. E, infatti, come scrive sempre La Stampa e sempre ieri, il ministero per lo sviluppo economico e’ gia’ passato all’azione. Dando un piccolo, ma significativo segnale di apertura ai giovani. E affidando una piccola -ma sempre significativa (32 mila e 400 euro di compenso per il 2007 ovviamente a carico dei contribuenti)- consulenza al giovane (31 anni) Pellegrino Mastella. Figlio del ministro della Giustizia, Clemente. E della presidente del consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo. Che di Clemente e’ ovviamente la moglie. E che pure lei -sempre per coincidenza- e’ appassionata di politica.

Perche’ Mastella a La Stampa lo ha detto chiaro e tondo: suo figlio non ha goduto di nessuna corsia preferenziale. E quella consulenza -in diritto societario anglosassone- l’ ha ottenuta, perche’ “se la merita”. Lui, Pellegrino, in effetti e’ un esperto in quel campo. Anzi. In tutti i campi. Soprattutto quelli di pallone. Visto che, negli ultimi tempi, si era messo a fare il procuratore per un paio di calciatori.

Noi, comunque stiamo con Clemente e suo figlio Pellegrino. Perche’ per esperienza sappiamo che le corsie preferenziali, in Italia, proprio non esistono. E, infatti, da quando ci siamo messi in marcia lungo la statale 45, che collega Bobbio a Genova, non ne abbiamo mai trovata una per pedoni e biciclette. Qui, se uno usa la strada per camminare lo fa a suo rischio e pericolo. Con camion, moto e macchine che gli sfrecciano a fianco.

Solo non abbiamo capito una cosa. Siamo convinti che il governo premi il merito. Ma allora pedoni e ciclisti cosa hanno fatto di male per meritarsi di rischiare di finire stampati su un parabrezza?
Non si potrebbe studiare un piano e chiedere qualche consulenza anche su questo? Possibile che tra tutti I figli dei ministri non ci sia un esperto in materia?

The doctor and the Fisco

August 10th, 2007

Noi siamo rimasti a piedi. Lui, sicuramente no. Anche perche’ forse avrà qualche difetto di memoria. E ogni tanto dimenticherà qualcuno dei milioni incassati. Ma certo non gli fa difetto il parco macchine.

In garage, come scrive La Stampa in edicola oggi, Valentino Rossi, il dottore (ma solo in pista, visto che faceva il testimonial della Cepu e la laurea gliel’hanno data- sic- honoris causa) avrebbe due Bmw (un M3 e un M5); due Porsche; una Mini Cooper; una Mitsubishi. E già che c’era si era fatto un più modesto -si fa per dire- minibus Mercedes. Forse per trasportare i sacchi della spesa. Ma quando proprio doveva andare lontano, il mitico 46, a quanto pare, lasciava perdere moto e auto. E, ignaro di essere sotto l’occhio vigile degli 007 del fisco, preferiva noleggiare un aereo privato a Rimini. Re di aria e asfalto, poi, il campione non era da meno in acqua. Dove aveva casa su uno yacht battezzato -sobriamente- il “Titilla”.

La notizia del suo po’ po’ di patrimonio -e dei suoi guai con il fisco- ci coglie nel pieno dei preparativi della nostra marcia sgangherata. Che, tempo permettendo, dovrebbe partire domani (11 agosto). E un po’ ci turba. Ma mica per la presunta evasione. Perche’, diciamocelo, in Italia, uno che denuncia tutto, ma proprio tutto, e’ guardato con stupore. E pure con sospetto (quello che non sia del tutto normale).

No, quel che ci turba sono i milioni (60 in tutto) che, secondo gli ispettori dell’agenzia delle entrate, avrebbe incassato in pochi anni. Milioni che ci portano a farci una domanda ormai fuori moda. Ma ha senso pagare con cifre a sei zeri atleti (e veline) con seri problemi al congiuntivo (e a volte, a quanto pare, a far di conto, specie quando si tratta di fare la dichiarazione dei redditi) e ridurre intere categorie di laureati, come i medici specializzandi, alla fame?

Loro, gli specializzandi, con la ritenuta alla fonte, almeno le tasse le pagherebbero tutte. O quasi. Siamo in Italia. E non si sa mai.