Casa (banca) e famiglia
Il nostro viaggio e’ finito. Ma il blog, ancora, no. Perche’ arrivati a casa, proprio di case vogliamo parlare. Per raccontare la storia di Corrado. E – per una volta tanto – spezzare anche una lancia a favore dei nostri politici. Che, in certi casi, dimostrano ancora di saper trasmettere valori – e valori veri – a tutto il Belpaese. E soprattutto ai giovani.
Chi e’ Corrado? Un nostro lettore. Uno dei pochi che ha preso carta e penna (o meglio la tastiera del suo Pc). E ci ha scritto una lunga mail per sfogarsi. Perche’ Corrado ha trent’anni, una moglie e un bambino. Ma soprattutto ha un mutuo sulle spalle che non lo fa dormire la notte. Con rate bomba da piu’ di 800 euro al mese. E un portafoglio sempre piu’ vuoto.
Lui, nella sua lettera, giura che è tutta colpa della sua banca. Perche’ e’ stata la banca che - per comprare casa a Parma - gli ha suggerito di fare un mutuo a tasso variabile, anziche’ a tasso fisso. Ma, caro Corrado, non è vero. Non è cosi’. Questi sono solo dettagli tecnici. Il punto è un altro. E l’esempio del buon Pellegrino te lo dimostra abbondantemente.
Pellegrino ha piu’ o meno la stessa età di Corrado (31 anni). Ma lui di case, ne ha gia’ comprate due. A Roma, una delle città piu’ care d’Europa. E senza problemi o patemi di sorta. Come ha fatto? Semplice. Ha fiutato l’affare. E le ha pagate poco. Anzi, a prezzo di saldo. La prima – da quasi cinque vani, proprio sul Lungotevere – gli e’ costata solo 175mila euro. Piu o meno, come un bilocale a Parma. La seconda – sempre nello stesso palazzo – invece gli è costata un po’ di piu’, ovvero 300mila euro. Ma in questo caso, le stanze erano addirittura 6. Insomma, il palazzo sembrava in svendita. E così anche Elio, che è suo fratello, si e’ precipitato a comprare un miniappartamento con ingresso, camera, bagno e terrazza. Il prezzo? In questo caso, addirittura, solo 67.500 euro. Come un garage. Una cifra talmente allettante che pure Elio, ha deciso di bissare. E gia’ che c’era si e’ portato via altri 5,5 vani, a soli 200mila euro. Per Roma, piu che un prezzo una quisquillia.
Chi, leggendo, cominciasse a sentire puzza di bruciato, sappia subito che si sbaglia. E a confermarlo – autorevolmente – è stato addirittura il ministro di Grazia e giustizia, Clemente Mastella. Che – quando la vicenda è finita sulle colonne del settimanale l’Espresso – si e’ precipitato a difendere sia Pellegrino che Elio. Che per la cronaca, pure loro di cognome fanno Mastella. Anche perche’ – sempre per la cronaca - sono i suoi due figli.
Al giornalista - che sull’Epresso aveva parlato apertamente di una vera e propria “svendopoli” di appartamenti a Roma di cui avrebbero beneficiato, tra gli altri, anche Pierferdinando Casini e Francesco Cossiga - il ministro ha replicato a muso duro. Parlando di “insinuazioni ignobili”. E querelando il giornale. Del resto anche lui, o meglio sua moglie Sandra, aveva comprato un appartamento sempre con lo sconto e sempre nello stesso palazzo, che era di proprieta’ della Initium (una societa’ di Pirelli, ovvero di Marco Tronchetti Provera e delle assicurazioni Generali). E che ragioni potevano avere Provera e le Generali per fare un favore a Mastella? Nessuna, evidentemente. Come, ne siamo certi, Mastella non ha fatto nulla di male nel consigliare ai figli di fare un buon affare. Anzi ha dimostrato a tutto il paese – e in particolare a noi giovani – che per lui la famiglia è davvero un valore. Un valore che va difeso. E poi Mastella ci ha anche dato il buon esempio. Insegnando a noi – e ai tanti Corrado che sono tra noi - che va bene comprare casa, ma bisogna fare attenzione al prezzo.
Comunque, caro Corrado, consolati. Secondo l’Adusbef, l’associazione che difende gli utenti dei servizi bancari, sei in ottima compagnia. Perche’ sono ben 450mila le famiglie in Italia che, come la tua, hanno problemi a pagare il loro mutuo. Colpa, come dici tu, dell’aumento dei tassi di interesse decisi dalla Banca centrale europea che hanno messo in ginocchio chi aveva scelto la formula del tasso variabile. Ma colpa anche di chi non ha seguito l’esempio di tanti nostri politici. Che, certo, in alcuni casi ricevono stipendi d’oro. Come i nostri parlamentari europei che ogni anno si mettono in tasca 149.000 euro (quasi il doppio di tedeschi e inglesi; e il quadruplo degli spagnoli). Ma i soldi li sanno spendere. E con la giusta parsimonia.
Ecco la lettera di Corrado:
“Le banche hanno già anticipato un altro aumento dell’euribor (il valore che serve alle banche per decidere i tassi variabili per i mutui).
Evvai con la rata a oltre 800 euro.. dopo che le banche a luglio mi avevano rassicurato che conveniva ancora il variabile.. ma se andate su mutuionline, vedrete che ormai il fisso conviene..e bene!
Insomma, per mantenere l’inflazione bassa nelle economie in forte crescita (leggi: per proteggere i lavoratori tedeschi…) stiamo fottendo i precari italiani..
Questioni tecniche, come dicono a brussels? No, politiche. E’ la politica che decide come allocare le risorse.
La solita guerra tra poveri??? Non direi…o comunque non solo.. Di fatto gli strumenti monetari sono a mio avviso imprecisi, si scaricano sulla povera gente dei mutui per scoraggiare frettolosi investitori che speculano sul costo del denaro facile per fare ingegneria finanziaria ed investire in titoli a rischio… Ci aveva provato Bernanke (il numero uno della banca centrale Usa, ndr) a rendere meno facile prestare denaro poco costoso (la cosiddetta planata che ci si aspettava dall’economia americana, per sgonfiare gli investitori immobiliari), ma evidentemente non è bastato. E ora siamo nella merda.
Non voglio fare moralismi di sinistra di cui non sono capace, ma il dramma è che per onorare un debito pubblico definito da “autorevoli” agenzie di rating meno facile da onorare (AA-) stiamo facendo sacrifici come paese, per poi scoprire che le (s)fottute agenzie di rating raccontano un sacco di cazzate…
va beh, brancaleoni, vi mando un abbraccio”.